La fascite plantare è una patologia caratterizzata da importante dolore a livello dell’aponeurosi plantare, ovvero dei fasci fibrosi che compongono la parte mediale della fascia plantare (volgarmente chiamata volta mediale), a volte l’interessamento è anche a livello del tallone nella sua componente mediale.
Nelle prime fasi il paziente lamenta un dolore acuto al momento del risveglio oppure dopo molto tempo passato a sedere, col progredire della patologia si può irradiare fino alle dita.
E’ comune a tutti l’ esasperazione del sintomo alla digitopressione in precisi punti del piede.

Causa

La cause sono di origine biomeccanica: una sindrome pronatoria infatti favorisce l’abbattimento dell’arco plantare, comportando così lo stiramento (ad ogni passo) dell’aponeurosi plantare.

Viceversa una sindrome supinatoria può accorciare eccessivamente la fascia in ogni passo.
Questi stress anomali si ripercuotono sulle zone inserzionali della fascia e/o sul suo decorso.

Anche l’accorciamento muscolare della catena posteriore (muscoli della coscia e della gamba) può diminuire l’efficacia di quello che viene chiamato “sistema Achilleo-fascia plantare”, favorendo un’ulteriore  stress sui distretti in questione e aggravando così la sintomatologia.

Questa patologia in gergo è conosciuta anche come spina calcaneare, in realtà lo sperone osseo che si viene a formare a livello dell’origine della fascia, non è altro che conseguenza delle numerose trazioni meccaniche a carico dei fasci fibrosi plantari di cui abbiamo parlato fino ad ora.

Ci sono poi anche molti fattori estrinseci che possono sommarsi alla meccanica scorretta del piede e favorire questo quadro clinico: ad esempio praticare certi sport (uno su tutti il podismo), utilizzare calzature errate sia nella vita quotidiana che nell’attività fisica, superfici di allenamento inadeguate rispetto ai carichi di lavoro (asfalto, sterrato), l’obesità, attività lavorative che costringono alla stazione eretta prolungata, posture incongrue.

 

Trattamento

Il trattamento d’elezione è sicuramente un’ortesi plantare che sia in grado di controllare la sindrome pronatoria/supinatoria del paziente, integrata a bendaggi funzionali ed esercizi per l’allungamento muscolare; nei casi clinici più gravi è necessario inserire nel protocollo terapeutico anche la terapia fisica strumentale ed un approccio multidisciplinare con altri professionisti sanitari.

 

Terapie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

PER RIMANERE AGGIORNATO SULLE ATTIVITÀ DELLO STUDIO