La prevenzione rappresenta un’azione decisiva per impedire la comparsa di una patologia o per attenuarne gli effetti negativi a lungo termine. Quanto più questa è precoce, tanto più si ha possibilità di successo.

Per definizione quindi, sono proprio le visite effettuate sui bambini quelle che possono scongiurare futuri problemi e ciò vale anche per l’ambito podologico. Molte delle anomalie a carico del piede e dell’arto inferiore che si presentano negli adulti potrebbero essere prevenute con una indagine podologica precoce.

Tra le varie alterazioni che si possono riscontrare in un bambino, quelle che maggiormente preoccupano i genitori sono per lo più di natura Biomeccanica, come ad esempio il piede piatto/pronato, il piede cavo/supinato, le deformità delle dita, le ginocchia valghe, le anomalie della deambulazione.

Per analizzare queste problematiche, è necessario un attento esame non solo del piede

ma di tutto l’assetto muscolo-scheletrico del soggetto, al fine di cogliere le cause dell’atteggiamento “viziato” che può assumere il piede.

Possiamo intervenire in questa fase con presidi ortesici plantari o digitali che possono, in molti

casi e soprattutto se controllati periodicamente, risolvere o ridurre le alterazioni in questione.

Individuare le cause dei “vizi posturali” con tempestività, significa infatti consentire al bambino uno sviluppo controllato e favorire quelle attività psicomotorie che sono essenziali per la vita infantile.

In generale, a parte situazioni particolari, la prima visita podologica dovrebbe essere effettuata

intorno ai 3-4 anni di età e in seguito almeno una volta all’anno per tutto il periodo della scuola

elementare.

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