La metatarsalgia è un disturbo del piede, caratterizzato da una sensazione dolorosa in corrispondenza delle teste metatarsali, che nel loro insieme formano assieme ad altre strutture quello che viene chiamato avampiede.

All’inizio, il sintomo principale è il dolore più o meno costante all’appoggio del piede nelle varie fasi della giornata. Col tempo si possono formare callosità plantari e borsiti corrispondenti ai metatarsi sovraccaricati.

CAUSE

A scatenarne la comparsa, di solito, è un insieme di fattori, i quali presi singolarmente, difficilmente provocherebbero la stessa sintomatologia dolorosa, tra cui:

– eccesso di carico o stress come correre, saltare o camminare per lunghi tratti;

– l’utilizzo di scarpe strette in punta o che caricano in modo eccessivo il peso del corpo sull’avampiede;

– quadri patologici come artrite reumatoide o diabete, che possono portare a complicanze;

– Associazione di alluce valgo, dita a martello, pronazione del piede.

TRATTAMENTO

Nella fase iniziale, quando il sintomo è ancora poco importante, la metatarsalgia si può trattare e risolvere con utilizzo temporaneo di ortesi e plantari, finalizzati allo scarico dell’appoggio metatarsale.

Quando invece le deformità dell’avampiede sono ormai strutturate e quindi rigide, una strada percorribile parallela alle ortesi è quella della terapia infiltrativa locale; nei casi più gravi l’ultima strada percorribile è la correzione chirurgica per riallineare le ossa del metatarso.

DIAGNOSI

La diagnosi di metatarsalgia richiede un esame clinico molto attento; basandomi sull’anamnesi controllerò i sintomi e ricercherò vari segni clinici, come la presenza di callosità, infiammazione locale, dolore alla pressione e manipolazione.

Gli esami strumentali a cui si può ricorrere sono la radiografia, che può aiutare a scoprire alterazioni ossee di tipo biomeccanico, oppure l’ecografia, soprattutto se si sospetta la presenza di borsiti, capsuliti o di un neuroma di Morton.

Per alleviare il dolore puoi provare intanto questi suggerimenti:

riposo e scarico. Per proteggere il tuo piede da ulteriori pressioni non devi stressarlo ulteriormente;

evita di fare sport traumatici (come la corsa), se proprio non riesci a rinunciare, passa ad esercizi a basso impatto, come il nuoto;

– indossa scarpe adeguate, possibilmente ammortizzanti. Evita scarpe con tomaia stretta e limita l’uso dei tacchi alti.

Ti è piaciuto questo articolo? Metti Mi Piace alla pagina Facebook per rimanere aggiornato sulle attività dello studio o lascia una recensione 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

PER RIMANERE AGGIORNATO SULLE ATTIVITÀ DELLO STUDIO