Il tema dello stretching, inteso come allungamento muscolare, è uno dei più dibattuti tra chi si occupa di sport e di esercizio fisico. C’è chi sostiene sia fondamentale e chi invece totalmente inutile.

La comunità sportiva al momento si divide in due correnti di pensiero: chi non lo pratica perché lo considera una perdita di tempo, e coloro che non sanno con esattezza come e quando dovrebbe essere eseguito ma, nel dubbio, lo fanno prima e dopo ogni sessione di allenamento.

Allora perché facciamo stretching? 

Come spiega Tamra Llewellyn dell’Università del Nebraska, “lo stretching statico è stato a lungo considerato un modo per riscaldare, sciogliere i muscoli e prevenire le lesioni”.

Lo stretching è un’esperienza piuttosto traumatica per il corpo, il “dolore” che provi mentre tendi un qualsiasi muscolo avviene perché stai effettivamente stirando le fibre del tessuto a livello microscopico.

I nostri muscoli e tendini sono progettati come molle. Mentre i nostri piedi toccano terra durante una corsa, quelle molle rilasciano energia immagazzinata e ci spingono in avanti.

Uno studio in North Carolina, ha confrontato il valore dello stretching dinamico con lo stretching tradizionale e senza alcun riscaldamento, su un gruppo di calciatori. I risultati hanno mostrato che il gruppo che eseguiva lo stretching dinamico aveva una migliore gamma di movimento e maggiore forza muscolare rispetto agli altri.

Lo stretching dinamico è un aumento graduale dell’estensione articolare. L’obiettivo è arrivare al proprio limite per riscaldare il muscolo e incrementare la flessibilità. La gradualità consiste nel ripetere una serie di movimenti in maniera lenta inizialmente, poi quando si sarà raggiunta una certa scioltezza, aumentarne l’estensione e la velocità. L’importante è imparare a controllare bene i gesti e, solo in seguito, concentrarsi sulla velocità d’azione.

La motivazione per cui questo tipo di stretching è molto importante risiede nella fisiologia in quanto il liquido sinoviale contenuto nelle articolazioni (denso quando è freddo) necessita di essere riscaldato in modo da farle scorrere rapidamente e senza traumi.

Gli altri benefici derivanti dallo stretching dinamico sono: aumento del battito cardiaco, lieve innalzamento della temperatura corporea e velocizzazione del flusso sanguigno con conseguente miglioramento della performance sportiva.

Un riscaldamento dinamico include un’ampia varietà di movimenti, ma dovrebbe sempre iniziare con un movimento di basso livello simile a quello che verrà fatto durante l’attività sportiva: come affondi, skip o alcuni brevi intervalli di corsa progressivamente più veloci.

Questo lavoro dinamico può essere particolarmente importante per i corridori che trascorrono gran parte della giornata seduti alla scrivania, dove i flessori dell’anca che aiutano i fianchi a raggiungere una gamma completa di movimento, possono accorciarsi e dove i muscoli dei glutei possono indebolirsi a causa dell’inattività.

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