Ritorniamo questo mese a pubblicare per la rubrica “Il caso del mese”.
Ho scelto di raccontarvi di un piccolo incidente domestico perché potrebbe accadere a tutti noi, perciò ho piacere a darvi tutte le informazioni necessarie per poter intervenire il prima possibile in casi simili.

Il 13 gennaio ho ricevuto una mail da Daniele , 55 anni: mi contatta perché la sera del 12 gennaio durante un trasloco in casa, è andato ad urtare con il piede contro un divano che stavano spostando in quel momento.
Daniele quella sera era scalzo, perciò il trauma da impatto subito è stato molto importante:
la sua lamina ungueale si è spezzata a metà verso l’alto, proprio nella direzione del trauma subito (foto 1).
L’urto ha fatto sì che l’unghia si staccasse parzialmente dal letto ungueale e questo, rimasto scoperto, ha iniziato a lesionarsi e sanguinare abbondantemente.

Daniele quella sera si è recato immediatamente al Pronto Soccorso, dove sono intervenuti localmente per tamponare e medicare la ferita, senza però toccare l’unghia spezzata.
Era necessario un intervento risolutivo, per questo motivo Daniele mi ha cercato.

Avendo capito la gravità della situazione, ho cercato di assegnargli il primo appuntamento possibile in modo da farlo venire con urgenza: casi come il suo necessitano di un intervento tempestivo per evitare problematiche ulteriori.
Sono intervenuto asportando tutta la parte di unghia traumatizzata, controllando con accuratezza che i solchi ungueali fossero stati tagliati seguendo un’inclinazione dolce e adeguata: questo è molto importante per evitare che l’unghia si possa incarnire durante la ricrescita.
Una volta rimossa l’unghia spezzata, che alimentava la lesione del letto ungueale perché percepita ormai come un corpo estraneo, ho proseguito con la pulizia del letto ungueale (era già presente un’infezione), disinfettato e a questo punto abbiamo iniziato le medicazioni.

Daniele poteva fare le medicazioni tranquillamente a casa e ogni sette giorni ci siamo aggiornati, così che io potessi capire come procedeva.

Dopo dieci giorni ci siamo poi visti in Studio per continuare la pulizia del letto ungueale, che grazie alle dovute cure si era già riepitelizzato;  dopo soli 15 giorni la lesione si era chiusa del tutto (foto 2).
Passati 40 giorni l’unghia di Daniele era già tornata alla sua normalità e stava crescendo in maniera corretta (foto 3), da questo momento il monitoraggio costante dell’unghia durante la sua ricrescita è molto importante.

In casi come quello di Daniele, infatti, è determinante seguire il paziente non tanto (o comunque non solo!) per la lesione che si deve riepitelizzare correttamente in modo da non infettarsi più, ma soprattutto perché in un unghia spezzata di netto, il letto ungueale che rimane scoperto tende a ricrescere in modo scorretto, andando al di sopra dell’unghia rimasta.

I controlli periodici avevano proprio lo scopo di creare un piccolo spazio tra unghia rimasta e letto ungueale lesionato, in modo che l’unghia potesse sempre avere quel margine necessario per la ricrescita.

Il racconto di questo episodio serve a farci capire che l’intervento tempestivo di uno Specialista può risolvere in pochissimo tempo un problema che potrebbe anche peggiorare se trascurato o non affrontato in maniera adeguata.

Se hai trovato interessante questa rubrica e non vuoi rischiare di perderti le prossime uscite, segui la mia pagina Facebook per rimanere aggiornato.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

PER RIMANERE AGGIORNATO SULLE ATTIVITÀ DELLO STUDIO